L’evoluzione del registratore di cassa, dalle origini ai modelli telematici per scontrini digitali
Qualsiasi attività, del comparto food and beverage ma non solo, si trova a dover adottare un registratore per le transazioni commerciali, la cui dotazione si rivela non solo obbligatoria per legge ma in grado di offrire una sorta di certificazione per il cliente.
Parliamo di un dispositivo che è presente in Italia da ormai molti anni e la cui versione più attuale è quella del cosiddetto registratore di cassa telematico per scontrini digitali, il cui avvento coincide con una crescente dematerializzazione dei vari documenti.
In questo articolo vi proponiamo una panoramica sull’evoluzione del registratore di cassa, partendo dagli inizi (e quindi da quando è stata sancita per legge la sua adozione) fino ai giorni nostri, soffermandoci sulle caratteristiche dei migliori modelli, concepiti nel segno della digitalizzazione.

Quando è stato introdotto (obbligatoriamente) il registratore di cassa?
Secondo quanto reso noto dall’Agenzia delle Entrate all’interno del suo portale online, il registratore di cassa è stato per la prima volta introdotto nel Belpaese nel 1983 all’interno della legge del 26 gennaio, nonché successivamente con le disposizioni del decreto ministeriale del 23 marzo.
Denominato ufficialmente con l’appellativo “misuratore fiscale”, si tratta di un “apparecchio idoneo al rilascio di uno scontrino fiscale per la certificazione dei corrispettivi da parte dei soggetti che effettuano operazioni di commercio al minuto e attività assimilate” (fonte: Agenzia delle Entrate).
Nel corso degli anni, di pari passo con le innovazioni che hanno contraddistinto la tecnologia, anche il misuratore fiscale si è evoluto, assumendo la connotazione a tutti gli effetti di un registratore telematico, conosciuto altresì semplicemente come RT. Vediamo quali sono le sue caratteristiche.
Registratore telematico: in cosa si differenzia da quello tradizionale
Il registratore telematico non è altro che un macchinario che presenta al suo interno un mix di elementi hardware e software: una combinazione che consente la trasmissione opportuna dei corrispettivi elettronici.
La sua adozione si rivela indispensabile per qualsiasi realtà desideri effettuare l’erogazione degli scontrini attraverso le moderne soluzioni digitali e quindi tramite un collegamento a Internet.
Pertanto, esistono molteplici versioni di registratore telematico, le quali hanno tutte un minimo comune denominatore: devono essere in linea con le specifiche stabilite dal punto di vista tecnico da parte dell’Agenzia delle Entrate all’interno del provvedimento varato il 28 ottobre 2016 e successivamente aggiornato.
I vantaggi dei modelli più innovativi di RT
I modelli più all’avanguardia di registratore telematico non si limitano a rispondere a quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, permettendo dunque alle varie attività di farsi trovare in regola.
Parliamo di soluzioni che devono infatti assicurare in primo luogo il conseguimento degli scontrini così come quello dei documenti di natura fiscale.
Il sistema dovrebbe essere aggiornato all’ultima versione del formato XML (quella 7.0), risultando al contempo facilmente utilizzabile anche da parte di persone che non hanno un particolare livello di informatizzazione.
Questo tipo di programma viene inoltre predisposto nell’ottica di agevolare la gestione di aspetti come il codice lotteria, oltre ai già citati corrispettivi e scontrini digitali.
Il tutto garantendo un risparmio di tempo e persino di carta, evitando che possano formarsi lunghe code alle casse, così come l’uso di più risorse del necessario.
